Le linee guida per giocare d’azzardo online

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“Se tutta la raccolta legale dei giochi d’azzardo, circa 88 miliardi, fosse realizzata alle condizioni medie del gioco a distanza, la spesa corrispondente non supererebbe i tre miliardi di euro (supera invece i 17 miliardi)”, parole del Direttore Generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che le ha dichiarate esplorando le linee di indirizzo del gioco online nel Quaderno giuridico di Lexandgaming ed Eurispes uscito con il patrocinio di Novomatic. Non vi è dubbio che il gioco online è quello che le nuove generazioni “frequentano” maggiormente e questi dati apparirebbero confortanti e farebbero in ogni caso ridimensionare gli allarmi circa le dimensioni assunte dalla raccolta del totale dei giochi d’azzardo in Italia.
Bisogna, però, fare delle riflessioni che portano in primo luogo a valutare che i giochi a distanza non appaiono del tutto fungibili con i giochi fisici a payout più circoscritto. E, poi, che le conseguenze sociali del gioco non possono essere completamente riconducibili all’elemento economico. Certamente, ci sono sempre delle comparazioni tra gioco fisico e gioco a distanza e questo confronto è indubbiamente sempre aperto ed “in corso”. Si tratta di trovare comunque un equilibrio, mentre il ruolo dello Stato deve essere quello di tutelare in modo completo e totale il giocatore, sopratutto sotto il profilo della chiarezza delle regole e nell’adottare misure di prevenzione e di sensibilizzazione che sono quegli elementi che possono far affrontare il gioco nella giusta maniera e sopratutto con responsabilità.
E poi, in previsione di un futuro e di una eventuale riforma, bisognerebbe sempre trovare una strategia comune rivolta al consolidamento ed al miglioramento della qualità dei prodotti offerti. Ed anche alla repressione del fenomeno illegale lasciando spazio alla cultura del gioco ed al confronto tra le varie opzioni educative che portino a “formare” i cittadini ed a renderli consapevoli e capaci certamente di cedere, ma anche di resistere alle tentazioni del gioco. Questa è la conoscenza delle “forze personali” e la voglia di metterle poi in pratica.
Nel comparto del gioco a distanza, bisogna tenere ben presente il ruolo e l’assistenza della Commissione Europea, e specificatamente, il lavoro che gruppi di esperti svolgono in materia dei servizi di gioco. La Commissione si è fatta parte diligente per una normativa, appunto, in materia di gioco online fondata sull’individuazione di forme di collaborazione amministrativa volta a tutelare i giocatori ed i cittadini ed anche a prevedere le frodi ed il riciclaggio di danaro. Ed in relazione alla raccomandazione espressa dalla Commissione nel luglio 2014, la stessa ha già sollecitato gli Stati Membri a comunicare le misure adottate a seguito di questa specifica raccomandazione.
Per ricordare il contenuto inviato dalla Commissione Europea bisogna dire che si sottolineava come il gioco d’azzardo ha il compito di divertire e deve rimanere assolutamente tale. Quindi, la conseguenza di questo è che gli Stati Membri dovrebbero adottare tutte le misure necessarie affinchè ai giocatori venga garantito un ambiente sicuro di gioco e, nello stesso tempo, intraprendere tutto l’indispensabile affinché si impedisca ai minori di accedere al gioco d’azzardo online.

Il governo e la proposta sul gioco d’azzardo

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Secondo Sapar, la strada imboccata dal Governo per la riforma del gioco, non è certamente la strada giusta! Assolutamente negativa questa associazione che tutela gli operatori del settore che ritiene ingannevole il percorso intrapreso dal Governo con la proposta presentata in Conferenza Unificata sui casino online migliori. Sapar nomina un “blitz negativo” il percorso che l’Esecutivo vuole inserire nella Legge di Stabilità 2017, quasi per voler “affossare definitivamente” gli addetti al gioco e per favorire i “grossi concessionari e le lobby” che andranno a creare veri e propri “supermercati del gioco”. Là si “venderà tutto a tutti”, senza problemi, e non sarà assolutamente tutelato il giocatore: ma forse dove si “svilupperà”, molto probabilmente il gioco problematico.
Un intervento assai duro quello dell’Associazione Nazionale Sapar che ha espresso il proprio parere commentando il documento presentato dal sottosegretario Pier Paolo Baretta, documento che potrebbe rappresentare la base di un accordo con le Regioni e gli Enti Locali. Il Presidente di Sapar continua a ribadire che ritornare al “vecchio contingentamento” delle apparecchiature sarebbe stata la soluzione più “rapida ed indolore” e non è stata neppure presa in considerazione. E non lo è stato neppure il ragionamento che, se si vogliono eliminare le slot machine, stessa sorte dovrebbe essere prevista anche per le Vlt e per tutta l’offerta di gioco, altrimenti verrebbero esclusivamente penalizzati i concessionari solo di quel tipo di apparecchiature.
E non bisogna assolutamente dimenticare che se si ritiene “pericolosa” la macchinetta, figuriamoci quanto possono essere pericolosi i Gratta&Vinci destinatari preferiti dei pensionati e delle fasce deboli. Questo aspetto non si sa bene il perché viene sempre tralasciato ed ignorato e non si comprende il motivo: nella riforma del gioco, che dovrebbe essere organica, equilibrata e trasparente su tutto il “prodotto gioco”, andrebbero sentite anche le voci degli operatori di filiera e dovrebbe essere fatto senza “favoritismi” per alcuna parte. Ed ancora se si ritiene pericolosa la slot machine, che dire delle Vlt che sono molto più aggressive e con poste assai più alte, e con promessa di vincita troppo allettante per chi non si approccia al gioco in modo responsabile?
Avrà pensato a tutto questo il sottosegretario Baretta, che agisce a nome e per conto dello Stato? Apparentemente sembra di no, posto che il discorso delle Vlt è stato affrontato solo marginalmente e solo come proposta, ma nulla di più. Due parole vanno anche riferite per quello che riguarda la certificazione delle sale in relazione a quanto espresso sempre dalla stessa Associazione Nazionale. Secondo Sapar relativamente a queste sale, che siano di categoria A oppure di categoria B sembra “che si vogliano creare dei ghetti dove spennare i giocatori”.
Non si possono discriminare i locali e tutti dovrebbero avere la possibilità di richiedere la classificazione e questa imposizione posta dal Governo non fa che confermare, se ve ne fosse bisogno una volta di più, che vi sia la volontà di favorire poche lobby e questo penalizzando, naturalmente, molti operatori piccoli e medi. Senza toccare poi la penalizzazione per i giocatori… Insomma, bisogna proprio dire che il parere sulla bozza per la riforma del gioco proposta dall’Esecutivo agli Enti Locali, non sia “cosa gradita” per la Sapar e neppure, quindi, per i suoi assistiti che questa associazione da anni difende a “spada tratta”.

Manager da Casino: Una nuova professione

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Si è più volte sottolineato da queste righe che il mondo del gioco lecito ha provveduto a “rendere note” alcune professioni che si sono concretizzate in questo settore. Che lì erano già esistenti da tempo immemorabile, ma che non erano state “rese visibili” e, sopratutto, non erano mai state viste come vere e proprie professioni che tanti giovani avrebbero potuto imboccare per trovare occupazione quando il nostro Paese vive e staziona da anni in “un periodo di crisi” che sembra proprio non passare mai.
Il gioco lecito, quindi, almeno questo lo ha fatto: ha aperto le menti, ovviamente non di quelle persone che il gioco lo odiano a prescindere, ed ha fatto modo che da un lato professionale si potesse aprire qualche “nuova categoria lavorativa”, oltre tutto ben retribuita, che si conduce in un luogo anche piacevole e divertente. Ma tanto si sa che il gioco cose positive non ne ha, almeno per i più. Ma si sa anche bene che “non è tutto oro quello che luccica” ed anche “il luccicante” mondo dei casinò nasconde le sue insidie, sopratutto in questo particolare momento. Il segmento dei casinò avrebbe necessità, infatti, di una riforma, forse di più del gioco terrestre “normale” che pur vive in acque agitate.
Si vuole parlare in questo momento, e qui da queste righe, della professione di manager da casinò e della sua possibilità di gestire al meglio la sua azienda, visto che la situazione in cui vive questo comparto è sempre più complicata, tra vecchie e nuove sfide alle quali viene sottoposto. Non vi è dubbio, che il settore delle Case da Gioco sta attraversando una turbolenza “di forza massima” ed, in questo mare così agitato, i primi a dover affrontare la forza delle onde sono sicuramente i “capitani di questa nave”. Questi, spesso, si trovano sotto il tiro delle minoranze politiche dell’Ente proprietario, ma si trovano anche di fronte al “fuoco amico”, alle critiche dei sindacati ed ancora alle “spinte” di chi vorrebbe succedere nella loro posizione.
In questa situazione così “tormentata”, il manager di casinò non si deve però staccare dal suo obbiettivo primario: tenere in piedi la struttura che dirige, con risultati credibili sul mercato, e raggiungere, qualora possibile (e non sempre lo è) una redditività positiva attraverso gli “strumenti” che possiede, che variano dal contenimento dei costi alla stipula di una convenzione sostenibile da corrispondere all’Ente proprietario. Lavoro improbo, ma che il manager. nella sua qualità direttiva. deve affrontare visto che il suo profilo professionale risulta essere variegato ed eclettico: una sorta di specialista multi settore.
Insomma, per riassumere: il manager da casinò deve avere un grande talento nel gestire il personale, conoscere la legge, visto il contesto societario in cui le Case da Gioco si muovono, ma deve conoscere anche il marketing e l’innovazione per la gestione di eventuali nuovi business sui quali investire per potenziare l’ingresso dei visitatori-giocatori. Deve saperne anche di bilancio e controllo di gestione. Senza dimenticare che il manager da casinò deve avere una competenza specifica di settore, tra tavoli verdi e slot machine, ma deve anche avere una particolare visione politica. Ma la retribuzione sarà adeguata?

Il gioco d’azzardo illegale deve essere combattuto

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Tra ordinanze restrittive di vario genere, forma e misura, tra bozze di accordo per la riforma del mondo del gioco lecito, tra le pronunce dei vari Tar sparsi lungo la nostra Penisola, il dato che emerge senza ombra di dubbio è che la lotta all’illegalità nel settore (ed anche nel resto ovviamente) continua in modo costante con solerzia ed impegno da parte delle Forze dell’Ordine. La tutela, quindi, del gioco legale continua in modo mirato e si fanno rispettare le norme in essere, anche se si sono ravvisate tante attività aperte oltre il lecito e questo deve assolutamente cessare, in rispetto della normativa che tocca i vari territori. Non bisogna mettere in atto il vecchio adagio “Fatta la Legge, trovato l’inganno” e, quindi, bisogna monitorare aperture e chiusure con attenzione per non “tendere il fianco” a coloro che della legge “non ne vogliono sapere”.
Con un’occhiata lungo il nostro Paese, si parte “dal fondo” e, quindi, dalla bellissima Sicilia per trovare, a Catania, molte attività ludiche e molti siti di casino online nelle quali le apparecchiature da intrattenimento sono accese oltre l’orario prestabilito e, quindi, necessita l’intervento delle Forze dell’Ordine. Controlli a tappeto che vanno a riscontrare che esistono anche attrezzature da divertimento non a norma e non collegate al totalizzatore lecito e, pure, che altre “macchinette” non rispettano i limiti orari di accensione e spegnimento imposti dalle licenze di esercizio e dai regolamenti comunali. E questo emerge proprio in una grande città come Catania dove la Squadra di Polizia Amministrativa della Divisione di Polizia della Questura ha rilevato diverse infrazioni in sale da gioco, chioschi e bar. Da qui, è scattata la denuncia alla Autorità Giudiziaria per i titolari di due sale bingo ed anche per un chiosco ove vi erano anche installati giochi sprovvisti di autorizzazione. Identica sorte per un titolare di sala Vlt, che aveva mantenuto accesi gli apparecchi oltre l’orario consentito dalla licenza.
E vi è di più: giocate abusive in provincia di Vibo Valentia, dove la Guardia di Finanza ha provveduto al sequestro di un centro scommesse, comminando al gestore una multa per novemila euro. Sanzione per l’esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse ed il sequestro di computer e stampanti. Questo è il risultato di un passaggio della Compagnia della Guardia di Finanza che, durante la propria attività di repressione delle scommesse clandestine, ha accertato che presso un’agenzia venivano raccolte, abusivamente, giocate relative ad eventi sportivi nazionali ed esteri.
Questi monitoraggi in zona vengono effettuati per contrastare la diffusione sul territorio nazionale di agenzie che operano su incarico di bookmaker esteri e che promuovono sul nostro territorio scommesse: agenzie attive, quindi, sul territorio nazionale che si pongono come intermediari tra lo scommettitore ed il bookmaker, trasmettendo poi in via telematica all’organizzatore le scommesse e movimentando gli importi corrispondenti e le eventuali vincite. Il tutto a danno degli interessi erariali del nostro Paese. Quello che fa indubbiamente “piacere” ad ogni cittadino è vedere questa continua attenzione da parte dello Stato nel rintracciare e punire il gioco illegale che, quello sì, è una vera piaga sia per il settore ludico che per tutta la società.

Si cerca di limitare gli apparecchi di gioco d’azzardo

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C’era in ogni caso da aspettarselo: quei pochi provvedimenti  anche sui casino online (ma tanti in “valore”) che sono stati inseriti nella Legge di Stabilità 2017, oppure la proposta del Governo sottoposta alle Regioni ed agli Enti Locali faranno discutere da ogni parte. Ma non solo, si deve anche prendere atto che il Sindacato dei Tabaccai, STS, ha presentato un esposto alla Corte dei Conti relativamente alle limitazioni delle slot “per danno erariale”. Questo segmento del gioco, quindi, sta facendo sentire la sua voce nei confronti dei vari Comuni che hanno “ordinato” in modo assolutamente restrittivo lo spegnimento e l’accensione delle apparecchiature da intrattenimento generando, così, un danno erariale per importi che rasentano i 2,5 miliardi di euro.
In particolare, STS asserisce che queste limitazioni restrittive avrebbero appunto provocato una diminuzione delle entrate derivanti dalla tassazione del gioco legale ed i Sindaci, sempre secondo il Sindacato, dovrebbero risponderne con i loro patrimoni personali. Il primo “bersaglio” di questo esposto sarebbe il Sindaco di Bergamo che, nello scorso giungo, ha approvato un’ordinanza per contrastare “i fenomeno patologici connessi al gioco compulsivo”. Le ordinanze bergamasche impongono prima i limiti di spazio in 500 metri dai luoghi sensibili di ogni qualsivoglia attività ludica e, poi, costringono loro a chiudere dalle 7,30 alle 9,30, dalle 12,30 alle 14 e dalle 19 alle 21. Il risultato di queste “imposizioni” sarebbe un danno di 7,6 milioni di euro anno e nel solo Comune di Bergamo.
La realtà, ormai tutti lo sanno anche coloro che non si fanno sfiorare dalle problematiche del gioco, tantissimi comuni hanno seguito l’onda di Bergamo, e della Lombardia in generale: anche Roma Capitale, recentemente, ha annunciato a mezzo del Sindaco Virginia Raggi una vera e propria guerra nei confronti delle slot machine. Il fulcro del ricorso del Sindacato Tabaccai gira attorno alla “questione territoriale” nel senso che il gioco è la riserva di Stato e, tutt’oggi, lo copre in virtù della competenza statale che non dovrebbe, quindi, essere trattata a livello “comunale”. Dal canto loro, invece, i Primi Cittadini delle varie città, rivendicano il diritto di tutela dell’ordine pubblico e della salute pubblica.
La tematica del danno erariale era già emersa, nelle settimane scors,e a seguito di una pronuncia del Tar del Friuli che sulla base di un provvedimento riconosciuto illegittimo, aveva ritenuto risarcibile il danno lamentato da un operatore di gioco che aveva impugnato la normativa locale. A seguito di questa pronuncia, si poteva supporre che questa avrebbe esposto ad un comune rischio le varie amministrazioni comunali e, per la prima volta, si parlava di un “danno erariale”. Sempre più frequenti sono le sentenze “a favore del gioco” che vengono emesse e bisogna anche citare quella più recente e famosa del Tar di Bolzano che ha dichiarato anche una sorta di “abuso di potere” da parte della relativa Provincia laddove emette ordinanze restrittive nei confronti del gioco pubblico.
Nel contempo, i tabaccai rimangono, quindi, in attesa del verdetto del Tar di Bergamo sull’ordinanza comunale che era stata impugnata esattamente il giorno successivo alla sua emanazione, relativamente alla quale il Tribunale dovrà pronunciarsi nei primi giorni del prossimo febbraio. L’accusa contenuta nel ricorso è quella di “violazione della libera iniziativa economica in un settore lecito”, essendo i tabaccai concessionari statali per il gioco legale ed autorizzati ad operare dalle relative Questure.