I controlli della guardia di finanza sul gioco d’azzardo

controllo gioco azzardo

Certamente, la Guardia di Finanza è quel reparto delle Forze dell’Ordine che tiene d’occhio maggiormente le attività del mondo del gioco e, con l’occasione della festa per il suo 243esimo anniversario della fondazione, è pronta a fornire i dati dei controlli effettuati nei primi cinque mesi dell’anno corrente, controlli sul mondo dei giochi e dei bonus casino. Così, si vuole fare un mini-tour nelle Regioni della nostra Penisola per vedere, appunto, il numero degli interventi che sono stati intrapresi e, se possibile, conoscerne anche i risultati.

In Piemonte sono stati svolti 103 interventi nel settore dei giochi di cui 25 con esisto irregolare. I soggetti verbalizzati sono stati 187 e 32 le violazioni riscontrate: il risultato è stato il sequestro di nove apparecchi da intrattenimento, cinque punti clandestini di raccolta scommesse e tremila euro in contanti. L’attività dei reparti si è sviluppata attraverso indagini di polizia giudiziaria per la scoperta di condotte truffaldine ed anche mediante controlli amministrativi svolti in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

In Liguria, sempre nell’ambito della lotta al gioco illecito, sono stati eseguiti 78 interventi presso sale giochi e centri di scommesse con la verbalizzazione di 154 soggetti ed il sequestro di sei apparecchi da intrattenimento. In provincia di La Spezia sono stati effettuati otto interventi, riscontrando irregolarità in oltre il 37% dei casi ed è stato rilevato il coinvolgimento di minori. In provincia di Savona gli interventi sono stati 24, sempre presso sale giochi e scommesse, che non hanno però evidenziato irregolarità.

In Umbria sono 14 gli interventi effettuati, sempre nel periodo dei primi cinque mesi del 2017, e sempre presso sale giochi e scommesse. In Campania, per quanto riguarda il comando della Provincia di Caserta, sono stati effettuati 103 interventi, irregolarità riscontrate nell’ordine del 12% dei casi, verbalizzati 187 soggetti e sequestrati cinque apparecchi automatici di gioco, nonché 10 postazioni di raccolta di scommesse clandestine.

In Calabria, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, nell’ambito della lotta al gioco ed alle scommesse illecite, ha riscontrato 11 violazioni con verbalizzazione di 22 soggetti. Sono stati sottoposti a sequestro quattro apprecchiature da intrattenimento e 20 punti clandestini di raccolta. Il Comando Provinciale di Cosenza ha svolto due indagini ed attività di polizia giudiziaria, effettuando 30 controlli che hanno portato a 58 verbalizzati. Sequestrati nove apparecchi e congegni da divertimento e due punti clandestini di raccolta. In provincia di Crotone, le Fiamme Gialle hanno effettuato nove controlli e riscontrate cinque violazioni: sono stati sottoposti a sequestro due totem e verbalizzati 16 soggetti.

Un tour abbastanza breve quello “raccontato” in queste righe: dove, però, si può ben percepire che il mondo del gioco d’azzardo è “frequentato” dal gioco illecito. Probabilmente, ci vorrebbe un ulteriore giro di vite a livello di normativa centrale per disincentivare le iniziative illegali. Queste fanno troppa illecita concorrenza agli operatori legali, che pagano le tasse, rispettano le leggi ed oltretutto sono le imprese che hanno più ordinanze restrittive che impediscono loro di svolgere l’attività commerciale nella quale hanno investito. Mentre il gioco illegale non rispetta nulla, il gioco legale non è affatto rispettato.

Le sale slot machine gradite alla malavita

sale slot machine

Si è detto, in svariati articoli, che uno dei mondi “preferiti” dalla criminalità organizzata è, purtroppo, quello del gioco d’azzardo, sia illegale che lecito dove vi si insinua con una facilità strabiliante rendendo poi alcune attività “assolutamente lecite”: attività e settore nei quali “sguazzano” come pesci nel mare… senza alcuna difficoltà e con guadagni incalcolabili. Quindi, non deve meravigliare quando si legge di alcune grosse operazioni, che hanno toccato anche la lista casino ufficiale, portate avanti o dai Carabinieri o dalla Guardia di Finanza dove risultano coinvolte sale scommesse o sale slot.

Ecco, quindi, che si vuole parlare di una maxi-operazione denominata Babylonia che scaturisce da un’attenta ed appofondita indagine dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma che riguarda due “sodalizi criminali” risultati in crescita vertiginosa sul territorio della Capitale e con base a Monterotondo, provincia di Roma. Un primo gruppo si riconduce a Gaetano Vitagliano, personaggio di assoluto spicco nel narcotraffico internazionale -con cifre veramente da capogiro come “fatturato- contiguo al clan camorrista degli Amato-Pagano denominato degli “Scissionisti” operante a nord di Napoli.

Negli ultimi anni questo gruppo “imprenditoriale” ha ampliato -e di non poco- i propri investimenti nel settore dei bar, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, sale slot e tabacchi, gestiti tramite numerose società intestate in modo fraudolento a prestanome, oppure a congiunti prossimi. Ne consegue che con queste attività si concretizzano rapporti di natura finanziaria finalizzati al riciclaggio di danaro sporco a mezzo di società fantasma utilizzate per ripulire il danaro che con la partecipazione di quattro funzionari di banca, arrestati, veniva reinserito nel circuito legale, tramite appunto società create appositamente per la gestione degli esercizi commerciali, tutte fittiziamente intestate a terzi.

Un’attività particolarmente attiva, che veniva attentamente monitorata, si “occupava” di gravi delitti contro il patriminio, tra cui estorsione ed usura realizzate con il metodo mafioso e nel successivo impiego dei proventi illeciti che andavano a confluire in bar, sale giochi e simili. Certamente, la criminalità organizzata è uno dei grandi problemi non solo di Roma, ma di quasi tutte le grandi città ed è preoccupante proprio per l’ingente quantità di danaro di dubbia provenienza che viene poi immesso nel circuito dell’economia “apparentemente” legale. Decine sono state le perquisizioni effettuate e tante ancora in corso, nonché sequestro di beni compresi immobili, rapporti finanziari e bancari, auto e moto, società e quote societarie.

A seguito dell’indagine Babylonia ci sono sati circa 280 milioni di beni sequestrati, alcune sale slot e 23 attesti e le due distinte associazioni per delinquere sono risultate finalizzate all’estorsione, alla usura, al riciclaggio e l’impiego di danaro beni o utilità di provenienza illecita. L’operazione oltre a Roma ha toccato anche le province di Napoli, Milano e Pescara ed ha visto coinvolti -come detto- il Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma che ha portato a termine questa operazione con la partecipazione dei Finanzieri della Polizia Tributaria di Roma: ed ha preso il via da un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip presso il Tribunale di Roma su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia.

Naturalmente di queste operazioni così mirate ve ne sono tantissime, ma non tutte vengono poste all’attenzione dell’opinione pubblica: quello che è veramente triste -per chi ama il gioco d’azzardo- è che risulta sempre più presente la criminalità organizzata nel mondo del gioco e questo non vi è dubbio che non deponga a favore dello stesso che è già sufficientemente “preso di mira” dai media e dal sociale.

Sanzioni civili per alcuni giochi d’azzardo illegali

giochi d'azzardo

Il mondo del gioco d’azzardo e quello dei casino italiani cambia così come cambiano velocemente anche le sue normative: oppure a volte si prestano ad interpretazioni soggettive, lasciando chi ne deve dipendere in attesa di quella o questa sentenza definitiva. I giudici con il gioco hanno un gran bel da fare perché, in realtà, le normative sono talmente tante e così disparate che devono continuamente rincorrere le varianti e le sentenze che hanno fatto giurisprudenza. Poi, bisogna anche segnalare, a favore dei Giudici -anche se chi ama il gioco fa fatica a prendere questa strada poiché gli stessi nel tempo non si sono mostrati molto obbiettivi nei confronti degli operatori del gioco- che non si capisce il perché nel mondo del gioco le regole debbano essere ancora più complicate da seguire che in altri settori.

Ecco, quindi, che ci si trova a disquisire di totem: quelle apparecchiature che, nate come “funghi” a seguito delle restrizioni di quelle legali di gioco, le hanno quindi sostituite in modo illegale: ma l’evoluzione delle sanzioni per chi mette a disposizione questi apparecchi ha fatto sì che non rivestano più carattere penale e, quindi, non sono più un reato, ma seguono le sanzioni amministrative.

Su questa base la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio perché “il fatto non è previsto dalla legge come reato”, la sentenza del Tribunale di Vicenza che ha condannato un esercente per avere, in qualità di titolare di un bar, partecipato alla raccolta a distanza senza autorizzazione di offerte di gioco “mediante tre apparecchi totem collegati via internet alla piattaforma di un sito non autorizzato dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, nella libera disponibilità dei clienti”.

Come si è detto all’inizio di questo articolo, la normativa di settore si evolve e cambia continuamente: ed i Giudici ricordano che nel caso che interessa le norme hanno subito “una decisiva modifica ad opera della legge n.208 del 2015” che commina al titolare dell’esercizio una sanzione amministrativa di 20mila euro e la stessa sanzione viene applicata anche al proprietario dell’apparecchio. Il divieto e la sanzione si applicano altresì “nell’ipotesi di offerta di giochi per il tramite di qualunque tipologia di apparecchi situati in esercizi pubblici idonei a consentire la connessione telematica al web ed il titolare della piattaforma viene punito con una sanzione amministrativa che va da 50mila euro a 100mila euro”.

In sostanza, la disposizione relativa alla sentenza del Tribunale di Vicenza viene espressamente depenalizzata, prevedendo una sanzione amministrativa relativamente alla violazione del decreto Balduzzi che si riferisce alle apparecchiature che consentono ai clienti di giocare su piattaforme di concessionarie online. Inoltre, la stessa disposizione estende il regime sanzionatorio amministrativo ai giochi promozionali effettuati tramite apparecchi situati in esercizi pubblici: tra questi si devono ovviamente comprendere i “totem”.

La Cassazione, inoltre, “rincara la dose” nei confronti della sentenza impugnata nella quale manca la descrizione, a dire dei massimi Giudici, delle caratteristiche dei giochi che potevano essere effettuati con i totem messi a disposizione del pubblico dalla proprietaria del bar. Ed anche se questa “lacuna” descrittiva appare irrilevante ai fini penali, poiché qualunque siano stati i giochi messi a disposizione, deve seguire una sanzione amministrativa e non un reato penale.

Le norme per il gioco d’azzardo problematico

gioco d'azzardo problematico

Anche in provincia di Lucca, nei Consigli Comunali di due città, si parla di gioco e di siti presenti nell elenco casino online, che è al centro di loro discussioni: due mozioni sul gioco problematico che verranno poi discusse nei prossimi giorni a Pietrasanta ed a Seravezza: mozioni da far risalire per la prima ad una iniziativa del Pd, e per la seconda presentata dalla lista “Al cuore della Versilia”. Quindi, Toscana in pieno fermento, come quasi tutte le altre Regioni, per “coprire” i propri territori da Regolamenti sul Gioco quasi per paura che ne nasca uno “migliore” a livello di Stato centrale, e quindi un Regolamento Nazionale sul Gioco: tutti di facciata lo “vogliono”, “ma nessuno se lo piglia”!

Per entrare nello specifico si può dire che il Gruppo del Partito Democratico di Pietrasanta propone di organizzare giornate informative periodiche presso i Sert, le aziende del settore ludico e gli Enti competenti nelle quali si possano illustrare i progressi che si stanno concretizzando sul territorio relativamente al monitoraggio della dipendenza dall’abuso del gioco d’azzardo e della efficacia delle azioni di cura e di prevenzione che sono state messe in campo. É importante anche definire linee guida per garantire le prestazioni a chi necessita di aiuto poiché coinvolto dalle derive del gioco problematico.

Un fattore importantissimo, che va sottolineato, è che venga illustrato nel migliore dei modi quale sia la misura o le misure più idonee per contrastare questo fenomeno e la promozione di corsi di formazione per esercenti che può risultare uno strumento estremamente utile per avere meglio sotto controllo “il parco giocatori con problematiche”, posto che questi corsi dovrebbero anche mettere gli esercenti ed i gestori dei negozi e delle sale da gioco in condizione di percepire dove e quando vi sia necessità di intervenire nell’immediato, a livello sanitario, qualora riscontrassero “segnali pericolosi”.

E poi non bisogna dimenticare il coinvolgimento dei giovani: il Regolamento urbanistico di Pietrasanta contiene già una norma che vieta l’installazione di apparecchi di gioco nel raggio di 500 metri dalle scuole, ma è assolutamente necessario far conoscere, sia ai giovani che anche ai loro genitori, gli effetti negativi che si possono incontrare approcciandosi in modo sbagliato al gioco: ci vogliono iniziative anche per chi è “caduto in questa rete” e vuole uscirne riappropriandosi della propria vita.

Si passa ora a Seravezza dove il capogruppo Consiliare della lista Al Cuore della Versilia chiede al Sindaco di sensibilizzarsi ed attivarsi presso gli Enti pubblici e le aziende di settore per organizzare una giornata informativa in cui esperti delle tematiche del gioco illustrino ciò che si sta facendo sul territorio versiliese riguardo al monitoraggio della dipendenza del gioco d’azzardo e sull’efficacia delle azioni di cura e prevenzione, nonché la promozione di corsi di formazione per gli esercenti.

Quest’ultimo argomento risulta assai comune a tante città e mentre forse qualche tempo fa era ritenuto superfluo -e non si capisce bene il perché- ora diventa strumento determinante per aiutare le organizzazioni del settore ad entrare in contatto “subito” con chi manifesta segnali di gioco problematico: questo è un enorme passo in avanti per la prevenzione. E poi forse è anche una presa di coscienza, visto che i distanziometri e le limitazioni orarie non hanno sortito effetti positivi relativamente al gioco problematico, hanno solo contribuito a spostare il fenomeno nelle periferie.

Le linee guida per giocare d’azzardo online

giocare nei casino online

“Se tutta la raccolta legale dei giochi d’azzardo, circa 88 miliardi, fosse realizzata alle condizioni medie del gioco a distanza, la spesa corrispondente non supererebbe i tre miliardi di euro (supera invece i 17 miliardi)”, parole del Direttore Generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che le ha dichiarate esplorando le linee di indirizzo del gioco online nel Quaderno giuridico di Lexandgaming ed Eurispes uscito con il patrocinio di Novomatic. Non vi è dubbio che il gioco online è quello che le nuove generazioni “frequentano” maggiormente e questi dati apparirebbero confortanti e farebbero in ogni caso ridimensionare gli allarmi circa le dimensioni assunte dalla raccolta del totale dei giochi d’azzardo in Italia.
Bisogna, però, fare delle riflessioni che portano in primo luogo a valutare che i giochi a distanza non appaiono del tutto fungibili con i giochi fisici a payout più circoscritto. E, poi, che le conseguenze sociali del gioco non possono essere completamente riconducibili all’elemento economico. Certamente, ci sono sempre delle comparazioni tra gioco fisico e gioco a distanza e questo confronto è indubbiamente sempre aperto ed “in corso”. Si tratta di trovare comunque un equilibrio, mentre il ruolo dello Stato deve essere quello di tutelare in modo completo e totale il giocatore, sopratutto sotto il profilo della chiarezza delle regole e nell’adottare misure di prevenzione e di sensibilizzazione che sono quegli elementi che possono far affrontare il gioco nella giusta maniera e sopratutto con responsabilità.
E poi, in previsione di un futuro e di una eventuale riforma, bisognerebbe sempre trovare una strategia comune rivolta al consolidamento ed al miglioramento della qualità dei prodotti offerti. Ed anche alla repressione del fenomeno illegale lasciando spazio alla cultura del gioco ed al confronto tra le varie opzioni educative che portino a “formare” i cittadini ed a renderli consapevoli e capaci certamente di cedere, ma anche di resistere alle tentazioni del gioco. Questa è la conoscenza delle “forze personali” e la voglia di metterle poi in pratica.
Nel comparto del gioco a distanza, bisogna tenere ben presente il ruolo e l’assistenza della Commissione Europea, e specificatamente, il lavoro che gruppi di esperti svolgono in materia dei servizi di gioco. La Commissione si è fatta parte diligente per una normativa, appunto, in materia di gioco online fondata sull’individuazione di forme di collaborazione amministrativa volta a tutelare i giocatori ed i cittadini ed anche a prevedere le frodi ed il riciclaggio di danaro. Ed in relazione alla raccomandazione espressa dalla Commissione nel luglio 2014, la stessa ha già sollecitato gli Stati Membri a comunicare le misure adottate a seguito di questa specifica raccomandazione.
Per ricordare il contenuto inviato dalla Commissione Europea bisogna dire che si sottolineava come il gioco d’azzardo ha il compito di divertire e deve rimanere assolutamente tale. Quindi, la conseguenza di questo è che gli Stati Membri dovrebbero adottare tutte le misure necessarie affinchè ai giocatori venga garantito un ambiente sicuro di gioco e, nello stesso tempo, intraprendere tutto l’indispensabile affinché si impedisca ai minori di accedere al gioco d’azzardo online.

Il governo e la proposta sul gioco d’azzardo

governo e gioco d'azzardo

Secondo Sapar, la strada imboccata dal Governo per la riforma del gioco, non è certamente la strada giusta! Assolutamente negativa questa associazione che tutela gli operatori del settore che ritiene ingannevole il percorso intrapreso dal Governo con la proposta presentata in Conferenza Unificata sui casino online migliori. Sapar nomina un “blitz negativo” il percorso che l’Esecutivo vuole inserire nella Legge di Stabilità 2017, quasi per voler “affossare definitivamente” gli addetti al gioco e per favorire i “grossi concessionari e le lobby” che andranno a creare veri e propri “supermercati del gioco”. Là si “venderà tutto a tutti”, senza problemi, e non sarà assolutamente tutelato il giocatore: ma forse dove si “svilupperà”, molto probabilmente il gioco problematico.
Un intervento assai duro quello dell’Associazione Nazionale Sapar che ha espresso il proprio parere commentando il documento presentato dal sottosegretario Pier Paolo Baretta, documento che potrebbe rappresentare la base di un accordo con le Regioni e gli Enti Locali. Il Presidente di Sapar continua a ribadire che ritornare al “vecchio contingentamento” delle apparecchiature sarebbe stata la soluzione più “rapida ed indolore” e non è stata neppure presa in considerazione. E non lo è stato neppure il ragionamento che, se si vogliono eliminare le slot machine, stessa sorte dovrebbe essere prevista anche per le Vlt e per tutta l’offerta di gioco, altrimenti verrebbero esclusivamente penalizzati i concessionari solo di quel tipo di apparecchiature.
E non bisogna assolutamente dimenticare che se si ritiene “pericolosa” la macchinetta, figuriamoci quanto possono essere pericolosi i Gratta&Vinci destinatari preferiti dei pensionati e delle fasce deboli. Questo aspetto non si sa bene il perché viene sempre tralasciato ed ignorato e non si comprende il motivo: nella riforma del gioco, che dovrebbe essere organica, equilibrata e trasparente su tutto il “prodotto gioco”, andrebbero sentite anche le voci degli operatori di filiera e dovrebbe essere fatto senza “favoritismi” per alcuna parte. Ed ancora se si ritiene pericolosa la slot machine, che dire delle Vlt che sono molto più aggressive e con poste assai più alte, e con promessa di vincita troppo allettante per chi non si approccia al gioco in modo responsabile?
Avrà pensato a tutto questo il sottosegretario Baretta, che agisce a nome e per conto dello Stato? Apparentemente sembra di no, posto che il discorso delle Vlt è stato affrontato solo marginalmente e solo come proposta, ma nulla di più. Due parole vanno anche riferite per quello che riguarda la certificazione delle sale in relazione a quanto espresso sempre dalla stessa Associazione Nazionale. Secondo Sapar relativamente a queste sale, che siano di categoria A oppure di categoria B sembra “che si vogliano creare dei ghetti dove spennare i giocatori”.
Non si possono discriminare i locali e tutti dovrebbero avere la possibilità di richiedere la classificazione e questa imposizione posta dal Governo non fa che confermare, se ve ne fosse bisogno una volta di più, che vi sia la volontà di favorire poche lobby e questo penalizzando, naturalmente, molti operatori piccoli e medi. Senza toccare poi la penalizzazione per i giocatori… Insomma, bisogna proprio dire che il parere sulla bozza per la riforma del gioco proposta dall’Esecutivo agli Enti Locali, non sia “cosa gradita” per la Sapar e neppure, quindi, per i suoi assistiti che questa associazione da anni difende a “spada tratta”.

Manager da Casino: Una nuova professione

manager da casino

Si è più volte sottolineato da queste righe che il mondo del gioco lecito ha provveduto a “rendere note” alcune professioni che si sono concretizzate in questo settore. Che lì erano già esistenti da tempo immemorabile, ma che non erano state “rese visibili” e, sopratutto, non erano mai state viste come vere e proprie professioni che tanti giovani avrebbero potuto imboccare per trovare occupazione quando il nostro Paese vive e staziona da anni in “un periodo di crisi” che sembra proprio non passare mai.
Il gioco lecito, quindi, almeno questo lo ha fatto: ha aperto le menti, ovviamente non di quelle persone che il gioco lo odiano a prescindere, ed ha fatto modo che da un lato professionale si potesse aprire qualche “nuova categoria lavorativa”, oltre tutto ben retribuita, che si conduce in un luogo anche piacevole e divertente. Ma tanto si sa che il gioco cose positive non ne ha, almeno per i più. Ma si sa anche bene che “non è tutto oro quello che luccica” ed anche “il luccicante” mondo dei casinò nasconde le sue insidie, sopratutto in questo particolare momento. Il segmento dei casinò avrebbe necessità, infatti, di una riforma, forse di più del gioco terrestre “normale” che pur vive in acque agitate.
Si vuole parlare in questo momento, e qui da queste righe, della professione di manager da casinò e della sua possibilità di gestire al meglio la sua azienda, visto che la situazione in cui vive questo comparto è sempre più complicata, tra vecchie e nuove sfide alle quali viene sottoposto. Non vi è dubbio, che il settore delle Case da Gioco sta attraversando una turbolenza “di forza massima” ed, in questo mare così agitato, i primi a dover affrontare la forza delle onde sono sicuramente i “capitani di questa nave”. Questi, spesso, si trovano sotto il tiro delle minoranze politiche dell’Ente proprietario, ma si trovano anche di fronte al “fuoco amico”, alle critiche dei sindacati ed ancora alle “spinte” di chi vorrebbe succedere nella loro posizione.
In questa situazione così “tormentata”, il manager di casinò non si deve però staccare dal suo obbiettivo primario: tenere in piedi la struttura che dirige, con risultati credibili sul mercato, e raggiungere, qualora possibile (e non sempre lo è) una redditività positiva attraverso gli “strumenti” che possiede, che variano dal contenimento dei costi alla stipula di una convenzione sostenibile da corrispondere all’Ente proprietario. Lavoro improbo, ma che il manager. nella sua qualità direttiva. deve affrontare visto che il suo profilo professionale risulta essere variegato ed eclettico: una sorta di specialista multi settore.
Insomma, per riassumere: il manager da casinò deve avere un grande talento nel gestire il personale, conoscere la legge, visto il contesto societario in cui le Case da Gioco si muovono, ma deve conoscere anche il marketing e l’innovazione per la gestione di eventuali nuovi business sui quali investire per potenziare l’ingresso dei visitatori-giocatori. Deve saperne anche di bilancio e controllo di gestione. Senza dimenticare che il manager da casinò deve avere una competenza specifica di settore, tra tavoli verdi e slot machine, ma deve anche avere una particolare visione politica. Ma la retribuzione sarà adeguata?

Il gioco d’azzardo illegale deve essere combattuto

gioco azzardo illegale

Tra ordinanze restrittive di vario genere, forma e misura, tra bozze di accordo per la riforma del mondo del gioco lecito, tra le pronunce dei vari Tar sparsi lungo la nostra Penisola, il dato che emerge senza ombra di dubbio è che la lotta all’illegalità nel settore (ed anche nel resto ovviamente) continua in modo costante con solerzia ed impegno da parte delle Forze dell’Ordine. La tutela, quindi, del gioco legale continua in modo mirato e si fanno rispettare le norme in essere, anche se si sono ravvisate tante attività aperte oltre il lecito e questo deve assolutamente cessare, in rispetto della normativa che tocca i vari territori. Non bisogna mettere in atto il vecchio adagio “Fatta la Legge, trovato l’inganno” e, quindi, bisogna monitorare aperture e chiusure con attenzione per non “tendere il fianco” a coloro che della legge “non ne vogliono sapere”.
Con un’occhiata lungo il nostro Paese, si parte “dal fondo” e, quindi, dalla bellissima Sicilia per trovare, a Catania, molte attività ludiche e molti siti di casino online nelle quali le apparecchiature da intrattenimento sono accese oltre l’orario prestabilito e, quindi, necessita l’intervento delle Forze dell’Ordine. Controlli a tappeto che vanno a riscontrare che esistono anche attrezzature da divertimento non a norma e non collegate al totalizzatore lecito e, pure, che altre “macchinette” non rispettano i limiti orari di accensione e spegnimento imposti dalle licenze di esercizio e dai regolamenti comunali. E questo emerge proprio in una grande città come Catania dove la Squadra di Polizia Amministrativa della Divisione di Polizia della Questura ha rilevato diverse infrazioni in sale da gioco, chioschi e bar. Da qui, è scattata la denuncia alla Autorità Giudiziaria per i titolari di due sale bingo ed anche per un chiosco ove vi erano anche installati giochi sprovvisti di autorizzazione. Identica sorte per un titolare di sala Vlt, che aveva mantenuto accesi gli apparecchi oltre l’orario consentito dalla licenza.
E vi è di più: giocate abusive in provincia di Vibo Valentia, dove la Guardia di Finanza ha provveduto al sequestro di un centro scommesse, comminando al gestore una multa per novemila euro. Sanzione per l’esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse ed il sequestro di computer e stampanti. Questo è il risultato di un passaggio della Compagnia della Guardia di Finanza che, durante la propria attività di repressione delle scommesse clandestine, ha accertato che presso un’agenzia venivano raccolte, abusivamente, giocate relative ad eventi sportivi nazionali ed esteri.
Questi monitoraggi in zona vengono effettuati per contrastare la diffusione sul territorio nazionale di agenzie che operano su incarico di bookmaker esteri e che promuovono sul nostro territorio scommesse: agenzie attive, quindi, sul territorio nazionale che si pongono come intermediari tra lo scommettitore ed il bookmaker, trasmettendo poi in via telematica all’organizzatore le scommesse e movimentando gli importi corrispondenti e le eventuali vincite. Il tutto a danno degli interessi erariali del nostro Paese. Quello che fa indubbiamente “piacere” ad ogni cittadino è vedere questa continua attenzione da parte dello Stato nel rintracciare e punire il gioco illegale che, quello sì, è una vera piaga sia per il settore ludico che per tutta la società.

Si cerca di limitare gli apparecchi di gioco d’azzardo

limitazione gioco d'azzardo

C’era in ogni caso da aspettarselo: quei pochi provvedimenti  anche sui casino online (ma tanti in “valore”) che sono stati inseriti nella Legge di Stabilità 2017, oppure la proposta del Governo sottoposta alle Regioni ed agli Enti Locali faranno discutere da ogni parte. Ma non solo, si deve anche prendere atto che il Sindacato dei Tabaccai, STS, ha presentato un esposto alla Corte dei Conti relativamente alle limitazioni delle slot “per danno erariale”. Questo segmento del gioco, quindi, sta facendo sentire la sua voce nei confronti dei vari Comuni che hanno “ordinato” in modo assolutamente restrittivo lo spegnimento e l’accensione delle apparecchiature da intrattenimento generando, così, un danno erariale per importi che rasentano i 2,5 miliardi di euro.
In particolare, STS asserisce che queste limitazioni restrittive avrebbero appunto provocato una diminuzione delle entrate derivanti dalla tassazione del gioco legale ed i Sindaci, sempre secondo il Sindacato, dovrebbero risponderne con i loro patrimoni personali. Il primo “bersaglio” di questo esposto sarebbe il Sindaco di Bergamo che, nello scorso giungo, ha approvato un’ordinanza per contrastare “i fenomeno patologici connessi al gioco compulsivo”. Le ordinanze bergamasche impongono prima i limiti di spazio in 500 metri dai luoghi sensibili di ogni qualsivoglia attività ludica e, poi, costringono loro a chiudere dalle 7,30 alle 9,30, dalle 12,30 alle 14 e dalle 19 alle 21. Il risultato di queste “imposizioni” sarebbe un danno di 7,6 milioni di euro anno e nel solo Comune di Bergamo.
La realtà, ormai tutti lo sanno anche coloro che non si fanno sfiorare dalle problematiche del gioco, tantissimi comuni hanno seguito l’onda di Bergamo, e della Lombardia in generale: anche Roma Capitale, recentemente, ha annunciato a mezzo del Sindaco Virginia Raggi una vera e propria guerra nei confronti delle slot machine. Il fulcro del ricorso del Sindacato Tabaccai gira attorno alla “questione territoriale” nel senso che il gioco è la riserva di Stato e, tutt’oggi, lo copre in virtù della competenza statale che non dovrebbe, quindi, essere trattata a livello “comunale”. Dal canto loro, invece, i Primi Cittadini delle varie città, rivendicano il diritto di tutela dell’ordine pubblico e della salute pubblica.
La tematica del danno erariale era già emersa, nelle settimane scors,e a seguito di una pronuncia del Tar del Friuli che sulla base di un provvedimento riconosciuto illegittimo, aveva ritenuto risarcibile il danno lamentato da un operatore di gioco che aveva impugnato la normativa locale. A seguito di questa pronuncia, si poteva supporre che questa avrebbe esposto ad un comune rischio le varie amministrazioni comunali e, per la prima volta, si parlava di un “danno erariale”. Sempre più frequenti sono le sentenze “a favore del gioco” che vengono emesse e bisogna anche citare quella più recente e famosa del Tar di Bolzano che ha dichiarato anche una sorta di “abuso di potere” da parte della relativa Provincia laddove emette ordinanze restrittive nei confronti del gioco pubblico.
Nel contempo, i tabaccai rimangono, quindi, in attesa del verdetto del Tar di Bergamo sull’ordinanza comunale che era stata impugnata esattamente il giorno successivo alla sua emanazione, relativamente alla quale il Tribunale dovrà pronunciarsi nei primi giorni del prossimo febbraio. L’accusa contenuta nel ricorso è quella di “violazione della libera iniziativa economica in un settore lecito”, essendo i tabaccai concessionari statali per il gioco legale ed autorizzati ad operare dalle relative Questure.