I controlli della guardia di finanza sul gioco d’azzardo

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Certamente, la Guardia di Finanza è quel reparto delle Forze dell’Ordine che tiene d’occhio maggiormente le attività del mondo del gioco e, con l’occasione della festa per il suo 243esimo anniversario della fondazione, è pronta a fornire i dati dei controlli effettuati nei primi cinque mesi dell’anno corrente, controlli sul mondo dei giochi e dei bonus casino. Così, si vuole fare un mini-tour nelle Regioni della nostra Penisola per vedere, appunto, il numero degli interventi che sono stati intrapresi e, se possibile, conoscerne anche i risultati.

In Piemonte sono stati svolti 103 interventi nel settore dei giochi di cui 25 con esisto irregolare. I soggetti verbalizzati sono stati 187 e 32 le violazioni riscontrate: il risultato è stato il sequestro di nove apparecchi da intrattenimento, cinque punti clandestini di raccolta scommesse e tremila euro in contanti. L’attività dei reparti si è sviluppata attraverso indagini di polizia giudiziaria per la scoperta di condotte truffaldine ed anche mediante controlli amministrativi svolti in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

In Liguria, sempre nell’ambito della lotta al gioco illecito, sono stati eseguiti 78 interventi presso sale giochi e centri di scommesse con la verbalizzazione di 154 soggetti ed il sequestro di sei apparecchi da intrattenimento. In provincia di La Spezia sono stati effettuati otto interventi, riscontrando irregolarità in oltre il 37% dei casi ed è stato rilevato il coinvolgimento di minori. In provincia di Savona gli interventi sono stati 24, sempre presso sale giochi e scommesse, che non hanno però evidenziato irregolarità.

In Umbria sono 14 gli interventi effettuati, sempre nel periodo dei primi cinque mesi del 2017, e sempre presso sale giochi e scommesse. In Campania, per quanto riguarda il comando della Provincia di Caserta, sono stati effettuati 103 interventi, irregolarità riscontrate nell’ordine del 12% dei casi, verbalizzati 187 soggetti e sequestrati cinque apparecchi automatici di gioco, nonché 10 postazioni di raccolta di scommesse clandestine.

In Calabria, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, nell’ambito della lotta al gioco ed alle scommesse illecite, ha riscontrato 11 violazioni con verbalizzazione di 22 soggetti. Sono stati sottoposti a sequestro quattro apprecchiature da intrattenimento e 20 punti clandestini di raccolta. Il Comando Provinciale di Cosenza ha svolto due indagini ed attività di polizia giudiziaria, effettuando 30 controlli che hanno portato a 58 verbalizzati. Sequestrati nove apparecchi e congegni da divertimento e due punti clandestini di raccolta. In provincia di Crotone, le Fiamme Gialle hanno effettuato nove controlli e riscontrate cinque violazioni: sono stati sottoposti a sequestro due totem e verbalizzati 16 soggetti.

Un tour abbastanza breve quello “raccontato” in queste righe: dove, però, si può ben percepire che il mondo del gioco d’azzardo è “frequentato” dal gioco illecito. Probabilmente, ci vorrebbe un ulteriore giro di vite a livello di normativa centrale per disincentivare le iniziative illegali. Queste fanno troppa illecita concorrenza agli operatori legali, che pagano le tasse, rispettano le leggi ed oltretutto sono le imprese che hanno più ordinanze restrittive che impediscono loro di svolgere l’attività commerciale nella quale hanno investito. Mentre il gioco illegale non rispetta nulla, il gioco legale non è affatto rispettato.

Le sale slot machine gradite alla malavita

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Si è detto, in svariati articoli, che uno dei mondi “preferiti” dalla criminalità organizzata è, purtroppo, quello del gioco d’azzardo, sia illegale che lecito dove vi si insinua con una facilità strabiliante rendendo poi alcune attività “assolutamente lecite”: attività e settore nei quali “sguazzano” come pesci nel mare… senza alcuna difficoltà e con guadagni incalcolabili. Quindi, non deve meravigliare quando si legge di alcune grosse operazioni, che hanno toccato anche la lista casino ufficiale, portate avanti o dai Carabinieri o dalla Guardia di Finanza dove risultano coinvolte sale scommesse o sale slot.

Ecco, quindi, che si vuole parlare di una maxi-operazione denominata Babylonia che scaturisce da un’attenta ed appofondita indagine dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma che riguarda due “sodalizi criminali” risultati in crescita vertiginosa sul territorio della Capitale e con base a Monterotondo, provincia di Roma. Un primo gruppo si riconduce a Gaetano Vitagliano, personaggio di assoluto spicco nel narcotraffico internazionale -con cifre veramente da capogiro come “fatturato- contiguo al clan camorrista degli Amato-Pagano denominato degli “Scissionisti” operante a nord di Napoli.

Negli ultimi anni questo gruppo “imprenditoriale” ha ampliato -e di non poco- i propri investimenti nel settore dei bar, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, sale slot e tabacchi, gestiti tramite numerose società intestate in modo fraudolento a prestanome, oppure a congiunti prossimi. Ne consegue che con queste attività si concretizzano rapporti di natura finanziaria finalizzati al riciclaggio di danaro sporco a mezzo di società fantasma utilizzate per ripulire il danaro che con la partecipazione di quattro funzionari di banca, arrestati, veniva reinserito nel circuito legale, tramite appunto società create appositamente per la gestione degli esercizi commerciali, tutte fittiziamente intestate a terzi.

Un’attività particolarmente attiva, che veniva attentamente monitorata, si “occupava” di gravi delitti contro il patriminio, tra cui estorsione ed usura realizzate con il metodo mafioso e nel successivo impiego dei proventi illeciti che andavano a confluire in bar, sale giochi e simili. Certamente, la criminalità organizzata è uno dei grandi problemi non solo di Roma, ma di quasi tutte le grandi città ed è preoccupante proprio per l’ingente quantità di danaro di dubbia provenienza che viene poi immesso nel circuito dell’economia “apparentemente” legale. Decine sono state le perquisizioni effettuate e tante ancora in corso, nonché sequestro di beni compresi immobili, rapporti finanziari e bancari, auto e moto, società e quote societarie.

A seguito dell’indagine Babylonia ci sono sati circa 280 milioni di beni sequestrati, alcune sale slot e 23 attesti e le due distinte associazioni per delinquere sono risultate finalizzate all’estorsione, alla usura, al riciclaggio e l’impiego di danaro beni o utilità di provenienza illecita. L’operazione oltre a Roma ha toccato anche le province di Napoli, Milano e Pescara ed ha visto coinvolti -come detto- il Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma che ha portato a termine questa operazione con la partecipazione dei Finanzieri della Polizia Tributaria di Roma: ed ha preso il via da un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip presso il Tribunale di Roma su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia.

Naturalmente di queste operazioni così mirate ve ne sono tantissime, ma non tutte vengono poste all’attenzione dell’opinione pubblica: quello che è veramente triste -per chi ama il gioco d’azzardo- è che risulta sempre più presente la criminalità organizzata nel mondo del gioco e questo non vi è dubbio che non deponga a favore dello stesso che è già sufficientemente “preso di mira” dai media e dal sociale.

Sanzioni civili per alcuni giochi d’azzardo illegali

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Il mondo del gioco d’azzardo e quello dei casino italiani cambia così come cambiano velocemente anche le sue normative: oppure a volte si prestano ad interpretazioni soggettive, lasciando chi ne deve dipendere in attesa di quella o questa sentenza definitiva. I giudici con il gioco hanno un gran bel da fare perché, in realtà, le normative sono talmente tante e così disparate che devono continuamente rincorrere le varianti e le sentenze che hanno fatto giurisprudenza. Poi, bisogna anche segnalare, a favore dei Giudici -anche se chi ama il gioco fa fatica a prendere questa strada poiché gli stessi nel tempo non si sono mostrati molto obbiettivi nei confronti degli operatori del gioco- che non si capisce il perché nel mondo del gioco le regole debbano essere ancora più complicate da seguire che in altri settori.

Ecco, quindi, che ci si trova a disquisire di totem: quelle apparecchiature che, nate come “funghi” a seguito delle restrizioni di quelle legali di gioco, le hanno quindi sostituite in modo illegale: ma l’evoluzione delle sanzioni per chi mette a disposizione questi apparecchi ha fatto sì che non rivestano più carattere penale e, quindi, non sono più un reato, ma seguono le sanzioni amministrative.

Su questa base la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio perché “il fatto non è previsto dalla legge come reato”, la sentenza del Tribunale di Vicenza che ha condannato un esercente per avere, in qualità di titolare di un bar, partecipato alla raccolta a distanza senza autorizzazione di offerte di gioco “mediante tre apparecchi totem collegati via internet alla piattaforma di un sito non autorizzato dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, nella libera disponibilità dei clienti”.

Come si è detto all’inizio di questo articolo, la normativa di settore si evolve e cambia continuamente: ed i Giudici ricordano che nel caso che interessa le norme hanno subito “una decisiva modifica ad opera della legge n.208 del 2015” che commina al titolare dell’esercizio una sanzione amministrativa di 20mila euro e la stessa sanzione viene applicata anche al proprietario dell’apparecchio. Il divieto e la sanzione si applicano altresì “nell’ipotesi di offerta di giochi per il tramite di qualunque tipologia di apparecchi situati in esercizi pubblici idonei a consentire la connessione telematica al web ed il titolare della piattaforma viene punito con una sanzione amministrativa che va da 50mila euro a 100mila euro”.

In sostanza, la disposizione relativa alla sentenza del Tribunale di Vicenza viene espressamente depenalizzata, prevedendo una sanzione amministrativa relativamente alla violazione del decreto Balduzzi che si riferisce alle apparecchiature che consentono ai clienti di giocare su piattaforme di concessionarie online. Inoltre, la stessa disposizione estende il regime sanzionatorio amministrativo ai giochi promozionali effettuati tramite apparecchi situati in esercizi pubblici: tra questi si devono ovviamente comprendere i “totem”.

La Cassazione, inoltre, “rincara la dose” nei confronti della sentenza impugnata nella quale manca la descrizione, a dire dei massimi Giudici, delle caratteristiche dei giochi che potevano essere effettuati con i totem messi a disposizione del pubblico dalla proprietaria del bar. Ed anche se questa “lacuna” descrittiva appare irrilevante ai fini penali, poiché qualunque siano stati i giochi messi a disposizione, deve seguire una sanzione amministrativa e non un reato penale.

Le norme per il gioco d’azzardo problematico

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Anche in provincia di Lucca, nei Consigli Comunali di due città, si parla di gioco e di siti presenti nell elenco casino online, che è al centro di loro discussioni: due mozioni sul gioco problematico che verranno poi discusse nei prossimi giorni a Pietrasanta ed a Seravezza: mozioni da far risalire per la prima ad una iniziativa del Pd, e per la seconda presentata dalla lista “Al cuore della Versilia”. Quindi, Toscana in pieno fermento, come quasi tutte le altre Regioni, per “coprire” i propri territori da Regolamenti sul Gioco quasi per paura che ne nasca uno “migliore” a livello di Stato centrale, e quindi un Regolamento Nazionale sul Gioco: tutti di facciata lo “vogliono”, “ma nessuno se lo piglia”!

Per entrare nello specifico si può dire che il Gruppo del Partito Democratico di Pietrasanta propone di organizzare giornate informative periodiche presso i Sert, le aziende del settore ludico e gli Enti competenti nelle quali si possano illustrare i progressi che si stanno concretizzando sul territorio relativamente al monitoraggio della dipendenza dall’abuso del gioco d’azzardo e della efficacia delle azioni di cura e di prevenzione che sono state messe in campo. É importante anche definire linee guida per garantire le prestazioni a chi necessita di aiuto poiché coinvolto dalle derive del gioco problematico.

Un fattore importantissimo, che va sottolineato, è che venga illustrato nel migliore dei modi quale sia la misura o le misure più idonee per contrastare questo fenomeno e la promozione di corsi di formazione per esercenti che può risultare uno strumento estremamente utile per avere meglio sotto controllo “il parco giocatori con problematiche”, posto che questi corsi dovrebbero anche mettere gli esercenti ed i gestori dei negozi e delle sale da gioco in condizione di percepire dove e quando vi sia necessità di intervenire nell’immediato, a livello sanitario, qualora riscontrassero “segnali pericolosi”.

E poi non bisogna dimenticare il coinvolgimento dei giovani: il Regolamento urbanistico di Pietrasanta contiene già una norma che vieta l’installazione di apparecchi di gioco nel raggio di 500 metri dalle scuole, ma è assolutamente necessario far conoscere, sia ai giovani che anche ai loro genitori, gli effetti negativi che si possono incontrare approcciandosi in modo sbagliato al gioco: ci vogliono iniziative anche per chi è “caduto in questa rete” e vuole uscirne riappropriandosi della propria vita.

Si passa ora a Seravezza dove il capogruppo Consiliare della lista Al Cuore della Versilia chiede al Sindaco di sensibilizzarsi ed attivarsi presso gli Enti pubblici e le aziende di settore per organizzare una giornata informativa in cui esperti delle tematiche del gioco illustrino ciò che si sta facendo sul territorio versiliese riguardo al monitoraggio della dipendenza del gioco d’azzardo e sull’efficacia delle azioni di cura e prevenzione, nonché la promozione di corsi di formazione per gli esercenti.

Quest’ultimo argomento risulta assai comune a tante città e mentre forse qualche tempo fa era ritenuto superfluo -e non si capisce bene il perché- ora diventa strumento determinante per aiutare le organizzazioni del settore ad entrare in contatto “subito” con chi manifesta segnali di gioco problematico: questo è un enorme passo in avanti per la prevenzione. E poi forse è anche una presa di coscienza, visto che i distanziometri e le limitazioni orarie non hanno sortito effetti positivi relativamente al gioco problematico, hanno solo contribuito a spostare il fenomeno nelle periferie.