Le sale slot machine gradite alla malavita

sale slot machine

Si è detto, in svariati articoli, che uno dei mondi “preferiti” dalla criminalità organizzata è, purtroppo, quello del gioco d’azzardo, sia illegale che lecito dove vi si insinua con una facilità strabiliante rendendo poi alcune attività “assolutamente lecite”: attività e settore nei quali “sguazzano” come pesci nel mare… senza alcuna difficoltà e con guadagni incalcolabili. Quindi, non deve meravigliare quando si legge di alcune grosse operazioni, che hanno toccato anche la lista casino ufficiale, portate avanti o dai Carabinieri o dalla Guardia di Finanza dove risultano coinvolte sale scommesse o sale slot.

Ecco, quindi, che si vuole parlare di una maxi-operazione denominata Babylonia che scaturisce da un’attenta ed appofondita indagine dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma che riguarda due “sodalizi criminali” risultati in crescita vertiginosa sul territorio della Capitale e con base a Monterotondo, provincia di Roma. Un primo gruppo si riconduce a Gaetano Vitagliano, personaggio di assoluto spicco nel narcotraffico internazionale -con cifre veramente da capogiro come “fatturato- contiguo al clan camorrista degli Amato-Pagano denominato degli “Scissionisti” operante a nord di Napoli.

Negli ultimi anni questo gruppo “imprenditoriale” ha ampliato -e di non poco- i propri investimenti nel settore dei bar, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, sale slot e tabacchi, gestiti tramite numerose società intestate in modo fraudolento a prestanome, oppure a congiunti prossimi. Ne consegue che con queste attività si concretizzano rapporti di natura finanziaria finalizzati al riciclaggio di danaro sporco a mezzo di società fantasma utilizzate per ripulire il danaro che con la partecipazione di quattro funzionari di banca, arrestati, veniva reinserito nel circuito legale, tramite appunto società create appositamente per la gestione degli esercizi commerciali, tutte fittiziamente intestate a terzi.

Un’attività particolarmente attiva, che veniva attentamente monitorata, si “occupava” di gravi delitti contro il patriminio, tra cui estorsione ed usura realizzate con il metodo mafioso e nel successivo impiego dei proventi illeciti che andavano a confluire in bar, sale giochi e simili. Certamente, la criminalità organizzata è uno dei grandi problemi non solo di Roma, ma di quasi tutte le grandi città ed è preoccupante proprio per l’ingente quantità di danaro di dubbia provenienza che viene poi immesso nel circuito dell’economia “apparentemente” legale. Decine sono state le perquisizioni effettuate e tante ancora in corso, nonché sequestro di beni compresi immobili, rapporti finanziari e bancari, auto e moto, società e quote societarie.

A seguito dell’indagine Babylonia ci sono sati circa 280 milioni di beni sequestrati, alcune sale slot e 23 attesti e le due distinte associazioni per delinquere sono risultate finalizzate all’estorsione, alla usura, al riciclaggio e l’impiego di danaro beni o utilità di provenienza illecita. L’operazione oltre a Roma ha toccato anche le province di Napoli, Milano e Pescara ed ha visto coinvolti -come detto- il Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma che ha portato a termine questa operazione con la partecipazione dei Finanzieri della Polizia Tributaria di Roma: ed ha preso il via da un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip presso il Tribunale di Roma su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia.

Naturalmente di queste operazioni così mirate ve ne sono tantissime, ma non tutte vengono poste all’attenzione dell’opinione pubblica: quello che è veramente triste -per chi ama il gioco d’azzardo- è che risulta sempre più presente la criminalità organizzata nel mondo del gioco e questo non vi è dubbio che non deponga a favore dello stesso che è già sufficientemente “preso di mira” dai media e dal sociale.