Sanzioni civili per alcuni giochi d’azzardo illegali

giochi d'azzardo

Il mondo del gioco d’azzardo e quello dei casino italiani cambia così come cambiano velocemente anche le sue normative: oppure a volte si prestano ad interpretazioni soggettive, lasciando chi ne deve dipendere in attesa di quella o questa sentenza definitiva. I giudici con il gioco hanno un gran bel da fare perché, in realtà, le normative sono talmente tante e così disparate che devono continuamente rincorrere le varianti e le sentenze che hanno fatto giurisprudenza. Poi, bisogna anche segnalare, a favore dei Giudici -anche se chi ama il gioco fa fatica a prendere questa strada poiché gli stessi nel tempo non si sono mostrati molto obbiettivi nei confronti degli operatori del gioco- che non si capisce il perché nel mondo del gioco le regole debbano essere ancora più complicate da seguire che in altri settori.

Ecco, quindi, che ci si trova a disquisire di totem: quelle apparecchiature che, nate come “funghi” a seguito delle restrizioni di quelle legali di gioco, le hanno quindi sostituite in modo illegale: ma l’evoluzione delle sanzioni per chi mette a disposizione questi apparecchi ha fatto sì che non rivestano più carattere penale e, quindi, non sono più un reato, ma seguono le sanzioni amministrative.

Su questa base la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio perché “il fatto non è previsto dalla legge come reato”, la sentenza del Tribunale di Vicenza che ha condannato un esercente per avere, in qualità di titolare di un bar, partecipato alla raccolta a distanza senza autorizzazione di offerte di gioco “mediante tre apparecchi totem collegati via internet alla piattaforma di un sito non autorizzato dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, nella libera disponibilità dei clienti”.

Come si è detto all’inizio di questo articolo, la normativa di settore si evolve e cambia continuamente: ed i Giudici ricordano che nel caso che interessa le norme hanno subito “una decisiva modifica ad opera della legge n.208 del 2015” che commina al titolare dell’esercizio una sanzione amministrativa di 20mila euro e la stessa sanzione viene applicata anche al proprietario dell’apparecchio. Il divieto e la sanzione si applicano altresì “nell’ipotesi di offerta di giochi per il tramite di qualunque tipologia di apparecchi situati in esercizi pubblici idonei a consentire la connessione telematica al web ed il titolare della piattaforma viene punito con una sanzione amministrativa che va da 50mila euro a 100mila euro”.

In sostanza, la disposizione relativa alla sentenza del Tribunale di Vicenza viene espressamente depenalizzata, prevedendo una sanzione amministrativa relativamente alla violazione del decreto Balduzzi che si riferisce alle apparecchiature che consentono ai clienti di giocare su piattaforme di concessionarie online. Inoltre, la stessa disposizione estende il regime sanzionatorio amministrativo ai giochi promozionali effettuati tramite apparecchi situati in esercizi pubblici: tra questi si devono ovviamente comprendere i “totem”.

La Cassazione, inoltre, “rincara la dose” nei confronti della sentenza impugnata nella quale manca la descrizione, a dire dei massimi Giudici, delle caratteristiche dei giochi che potevano essere effettuati con i totem messi a disposizione del pubblico dalla proprietaria del bar. Ed anche se questa “lacuna” descrittiva appare irrilevante ai fini penali, poiché qualunque siano stati i giochi messi a disposizione, deve seguire una sanzione amministrativa e non un reato penale.